I concessionari del gioco online hanno ricevuto un documento che spiega nel dettaglio come vanno costruite le campagne sul gioco responsabile che la legge li obbliga a finanziare. Il titolo è «Documento programmatico per le campagne informative e le iniziative di comunicazione responsabile 2026». Lo ha scritto la Commissione governativa che lavora presso il Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio, che lo ha consegnato alla Direzione Giochi dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli il 30 settembre. L’ADM lo ha poi girato agli operatori del gioco a distanza e la stampa di settore ne ha dato notizia il 15 ottobre 2026.

Da dove arriva l’obbligo
La base è l’articolo 15, comma 2, del decreto legislativo 41 del 2024, cioè il riordino del gioco a distanza. Ogni concessionario online deve mettere da parte ogni anno lo 0,2% dei propri ricavi netti per campagne informative e iniziative di comunicazione responsabile, fino a un massimo di un milione di euro l’anno. L’obbligo è scattato con le nuove concessioni, operative dal 13 novembre 2025.
Finora però mancava un riferimento su come spendere quei soldi. La Commissione incaricata di scriverlo è stata istituita con un decreto del 4 dicembre 2025, e il documento arrivato agli operatori è il primo risultato del suo lavoro.
I quattro temi che le campagne devono trattare
Gli operatori non possono scegliere liberamente gli argomenti. Il documento ne fissa quattro:
- la gestione del denaro e i rischi economici, con il messaggio chiaro che il gioco non è un investimento né una fonte di reddito;
- il disturbo da gioco d’azzardo, raccontato anche a famiglie e persone vicine, non soltanto a chi gioca;
- gli strumenti di tutela, come limiti di deposito, autolimitazione e autoesclusione, spiegando cosa fanno e dove si fermano, perché riducono il rischio ma non lo cancellano;
- i pericoli delle piattaforme illegali e le conseguenze previste dalla legge.
Anche il modo di comunicare ha delle regole. Niente colori, immagini o slogan che facciano pensare alla vincita, alla fortuna o all’eccitazione del gioco, e niente toni competitivi. Il linguaggio deve essere diretto e fondato su affermazioni verificabili.
Più televisione e radio, meno social
La parte forse più netta riguarda i canali. Le campagne devono passare in modo adeguato da televisione nazionale e locale, radio e stampa, e non possono puntare soprattutto su piattaforme che profilano gli utenti tramite algoritmi. La diffusione a pagamento su social e canali digitali non può superare il 35% del budget complessivo di ogni campagna. Restano permessi i contenuti informativi pubblicati sugli stessi canali senza sponsorizzazione.
Ogni anno i concessionari dovranno inviare al Dipartimento e all’ADM una rendicontazione con le spese sostenute e i risultati ottenuti, usando indicatori come contatti lordi e netti, impression e tasso di conversione, quando disponibili. Il documento vale un anno dalla pubblicazione sul sito del Dipartimento, resta in vigore finché non arriva il successivo e copre gli obblighi del 2025, del 2026 e del 2027. L’ADM ha annunciato una direttiva con le istruzioni operative, ma al momento non è nota una data.
Cosa cambia per te
Sul tuo conto di gioco non cambia nulla. È possibile però che nei prossimi mesi tu veda più messaggi firmati dagli operatori su TV, radio e giornali, dedicati a temi come i limiti di deposito o i rischi dei siti senza concessione. Non sono pubblicità: il divieto previsto dal Decreto Dignità (articolo 9 del d.l. 87/2018) resta in vigore e queste campagne non possono promuovere alcun prodotto di gioco. Anche per loro valgono le indicazioni dell’AGCOM contenute nella delibera 200/26/CONS.
Se vuoi capire come funzionano gli strumenti di tutela citati nel documento, trovi una guida sull’autoesclusione ADM e una panoramica nella nostra sezione sul gioco responsabile.
Il gioco resta vietato a chi ha meno di 18 anni. Se ti accorgi che il gioco occupa troppo spazio nella tua vita, puoi chiamare l’800 55 88 22: è il Telefono Verde Nazionale per le problematiche legate al gioco d’azzardo, gestito dall’Istituto Superiore di Sanità.

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