La Corte costituzionale ha rivisto uno dei punti più discussi del Decreto Dignità: la sanzione minima di 50.000 euro per chi viola il divieto di pubblicizzare il gioco con vincite in denaro. Con la sentenza n. 172, decisa l’8 luglio e depositata il 20 ottobre 2026, i giudici hanno stabilito che quella soglia non può più scattare in modo automatico. Quando risulta manifestamente sproporzionata, l’importo potrà scendere sotto i 50.000 euro. Il divieto di pubblicità, invece, resta in vigore senza modifiche.
Il caso: un content creator e una multa da 157.000 euro
La questione è arrivata alla Consulta dal TAR Lazio, con un’ordinanza del 29 luglio 2025. Davanti ai giudici amministrativi pendeva il ricorso di un content creator che aveva diffuso contenuti promozionali sul gioco online su due canali YouTube e su un canale Twitch. L’AGCOM gli aveva inflitto in tutto 157.000 euro: per ogni canale aveva applicato il minimo di 50.000 euro, visto che il 20% del valore della pubblicità restava sotto quella cifra. Stando alla sentenza, da quell’attività il creator aveva ricavato circa 1.000 euro.
Il TAR proponeva di cancellare del tutto la soglia minima. La Corte ha scelto una soluzione diversa, più prudente.
Cosa ha deciso la Consulta
Al centro c’è l’articolo 9, comma 2, del decreto legge 87 del 2018. La norma fissa una sanzione pari al 20% del valore della sponsorizzazione o della pubblicità, con un minimo di 50.000 euro per ciascuna violazione. La Corte ha dichiarato illegittima questa parte perché non lascia alcun margine e l’ha integrata: resta ora possibile applicare un importo minore in caso di manifesta sproporzione.
Secondo i giudici la sanzione ha natura punitiva, quindi deve rispettare il principio di proporzionalità che discende dall’articolo 3 della Costituzione, qui letto insieme all’articolo 42 sulla proprietà. Una soglia fissa così alta rischia di colpire in modo eccessivo chi fa promozione solo occasionalmente, per esempio un privato che non lavora dentro una struttura d’impresa.
Togliere il minimo, però, avrebbe creato un altro problema: con ricavi bassi la multa sarebbe diventata quasi simbolica, lasciando sguarnita la tutela della salute prevista dall’articolo 32. Per decidere se e quanto scendere sotto i 50.000 euro si useranno i criteri dell’articolo 11 della legge 689 del 1981, cioè la gravità della violazione, l’impegno per attenuarne le conseguenze, la personalità del trasgressore e le sue condizioni economiche. Finora l’AGCOM li aveva usati soltanto per aumentare gli importi.
Il divieto resta, ora tocca all’AGCOM e al Parlamento
La sentenza non mette in discussione il divieto. La Corte ricorda che la riforma del gioco online, avviata con il decreto legislativo 41 del 2024, non lo ha abrogato: ogni tipo di promozione, diretta o indiretta, di giochi e scommesse con premi in denaro rimane vietata. Anche la sanzione del 20% resta al suo posto. Come accade per ogni dichiarazione di illegittimità, la parte bocciata smette di produrre effetti dal giorno dopo la pubblicazione della decisione in Gazzetta Ufficiale, che al momento del deposito non era ancora avvenuta.
Il legislatore potrà costruire un sistema di sanzioni diverso, purché resti proporzionato, adattabile al singolo caso ed efficace contro il gioco patologico. Nel frattempo l’AGCOM sta lavorando all’aggiornamento delle proprie linee guida, un percorso che abbiamo raccontato nella notizia sulla revisione delle regole sull’infotainment. Il testo integrale della decisione si può leggere sul sito della Corte costituzionale.
Cosa cambia per te
Se scommetti, nell’immediato non cambia niente. Le regole sulla pubblicità riguardano operatori, editori, piattaforme e creatori di contenuti, non chi gioca. Promuovere il gioco resta vietato e le multe restano pesanti: la novità è che nei casi minori l’AGCOM dovrà guardare alla situazione concreta prima di fissare l’importo. Per controllare se un sito ha la concessione puoi consultare l’elenco ufficiale dell’ADM, mentre le nostre schede sugli operatori analizzati sono raccolte nella pagina dedicata ai siti scommesse.
Le scommesse sono riservate ai maggiorenni. Quando il gioco smette di essere un passatempo, puoi chiedere aiuto gratuitamente al Telefono Verde Nazionale per le problematiche legate al gioco d’azzardo, gestito dall’Istituto Superiore di Sanità: il numero da chiamare è 800 55 88 22. Altri consigli e strumenti utili li trovi nella nostra pagina sul gioco responsabile.

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