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Pubblicità del gioco: L’AGCOM rivede le regole sull’infotainment

Matteo redazione-1
Redattore
enrico redazione
Controllato da
  • Enrico Kierakowitz
Pubblicato

21.10.2026

Aggiornato

21.10.2026

L’AGCOM ha messo mano alle linee guida del 2019 che spiegano come applicare il divieto di pubblicità del gioco con vincita in denaro previsto dal Decreto Dignità. Il tema è arrivato sul tavolo del Consiglio dell’Autorità nella seduta del 7 ottobre 2026, con la proposta di aprire una consultazione pubblica. Nei giorni successivi la stampa specializzata ha descritto i contenuti della bozza: il bersaglio principale sono i portali di informazione e intrattenimento sportivo legati ai gruppi del gioco, il cosiddetto infotainment, che, se la bozza verrà confermata, dovrebbero dimostrare di avere una vera struttura editoriale e di non essere semplici vetrine per i siti di scommesse.

Da dove parte la revisione

La base normativa non cambia. L’articolo 9 del decreto legge 87 del 2018, convertito con la legge 96 dello stesso anno, vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, di giochi e scommesse che mettono in palio denaro. Nel 2019 l’AGCOM aveva chiarito con la delibera 132/19/CONS dove passa il confine: informare su quote o bonus resta possibile, a patto che lo si faccia in modo sobrio, trasparente e senza toni promozionali.

Quest’estate l’Autorità ha già aggiornato, con la delibera 200/26/CONS, le regole per le campagne contro il disturbo da gioco d’azzardo. In quel testo i siti di infotainment collegati ai marchi delle scommesse erano stati lasciati fuori, con l’annuncio di un riesame a parte. Quel riesame è quello che si apre adesso.

Cosa prevede la bozza

Secondo le ricostruzioni pubblicate dalle testate di settore, per restare fuori dal divieto un portale di infotainment dovrebbe soddisfare diversi requisiti:

  • un’attività informativa stabile, con organizzazione e risorse proprie, che non sia un semplice accessorio dell’offerta di gioco né un canale per portare traffico agli operatori;
  • per i servizi editoriali, un direttore responsabile, una redazione riconoscibile, aggiornamenti periodici verificabili e contenuti originali, con iscrizione al ROC dove richiesta;
  • nessun link, reindirizzamento, banner o codice promozionale verso l’offerta di gioco dello stesso operatore o del suo gruppo;
  • un marchio autonomo, registrato in classi estranee al gioco, che non riprenda caratteri, colori o slogan del brand di scommesse.

Un altro punto riguarda i riferimenti alla concessione: il numero di concessione, il logo istituzionale dell’ADM e le avvertenze obbligatorie sui rischi verrebbero considerati segnali di un legame con l’offerta di gioco, e quindi indizi di pubblicità indiretta.

Sponsorizzazioni, motori di ricerca e siti di confronto

La bozza prevede un controllo più attento anche su sponsorizzazioni, cartellonistica e pannelli LED negli impianti sportivi, sugli annunci a pagamento nei motori di ricerca legati a parole chiave del gioco o ai nomi degli operatori e sui siti dedicati a confronti e recensioni delle offerte. Da quanto emerso finora non si tratta di un divieto automatico delle sponsorizzazioni, e il confronto delle quote non viene vietato in sé. Resta però una clausola generale: anche chi rispetta i requisiti formali perde l’esclusione se il messaggio, letto nel suo insieme, mostra un collegamento promozionale con il gioco. L’Autorità potrà chiedere documenti su marchi, organizzazione, flussi di traffico e rapporti economici con il gruppo.

Sui tempi, Davide Gallino, direttore dei servizi media dell’AGCOM, ha spiegato il 14 ottobre a Roma, durante la presentazione dell’Osservatorio sulla comunicazione del gioco responsabile della Fondazione FAIR, che la consultazione durerà 30 giorni. «Aspettiamo riscontro da parte del mercato», ha aggiunto. Le regole definitive arriveranno solo dopo la chiusura della consultazione.

Cosa cambia per te

Per chi scommette, oggi non cambia nulla. Valgono ancora le linee guida del 2019 e la bozza potrà essere modificata dopo i contributi di operatori, editori e associazioni. Se le nuove regole passeranno in questa forma, però, è probabile che tu veda portali sportivi legati ai bookmaker con meno collegamenti diretti ai siti di gioco e con marchi più separati da quelli degli operatori.

Per sapere se un operatore è autorizzato in Italia, il riferimento resta l’elenco dei concessionari pubblicato dall’ADM. Se vuoi un quadro degli operatori che abbiamo analizzato, trovi le nostre schede nella pagina sui siti scommesse. Seguiremo la consultazione e ti racconteremo come andrà a finire.

Il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Se senti che le scommesse ti stanno sfuggendo di mano, puoi chiamare il Telefono Verde Nazionale per le problematiche legate al gioco d’azzardo dell’Istituto Superiore di Sanità al numero 800 55 88 22, oppure impostare limiti di deposito o l’autoesclusione dal tuo conto di gioco.

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